Nel precedente articolo, abbiamo introdotto l’argomento relativo all’allenamento nella categoria giovanissimi.

Ora, come promesso affronteremo gli obiettivi dell’attività sportiva giovanile, orientati al sostegno dello sviluppo psicofisico degli allievi e non ai risultati agonistici che saranno importanti successivamente.

 

Gli obiettivi dell’attività giovanile sono orientati a tre aspetti distinti ma indispensabili del processo formativo dell’allievo.

 

1) Obbiettivo educativo

2) Obbiettivo tecnico generale

3) Obbiettivo tecnico specifico

Obiettivo educativo

 

L’esigenza di perseguire obiettivi educativi oltre che tecnici, è un obbligo morale che tutte le società dovrebbero prefiggersi.

Alcuni obiettivi significativi come: acquisizione di autodisciplina, autocontrollo e senso civico passano attraverso esercizi che prevedono il rispetto delle regole e un comportamento leale.

Lo sviluppo delle capacità di autocritica e di autovalutazione come: riconoscere i propri limiti e i propri errori.

Un altro importante obiettivo è il ridimensionamento del valore del successo nelle “competizioni” giovanili spiegando che la vittoria è utile ma non indispensabile e che rappresenta l’impegno e non l’illusione di essere un campione.

 

Obiettivi tecnici

 

Gli obiettivi tecnici generali sono rivolti allo sviluppo delle potenzialità del movimento e non sono strettamente riferiti allo sport prescelto definiti come:

 

-formazione degli schemi di base del movimento

-sviluppo delle capacità coordinative e condizionali

 

Gli schemi di base sono posturali e motori, i primi sono movimenti di segmenti corporei quali flettere, estendere, slanciare, ruotare ecc. i secondi invece coinvolgono l’intero corpo nel movimento; tra cui camminare, correre, saltare, arrampicarsi ecc.

 

Capacità motorie

 

Le capacità motorie si dividono in due gruppi:

 

-Capacità coordinative

-Capacità condizionali

 

Le prime consentono di organizzare il movimento di controllarlo e di regolarlo durante il suo decorso e si sviluppano notevolmente dai 6 agli 11 anni poiché prima, non vi è una sufficiente maturazione del sistema nervoso. Mentre dopo gli 11 anni l’aumento di statura non favorisce lo sviluppo di queste capacità.

 

Periodi focali per i perfezionamento delle capacità coordinative dai 6 ai 15 anni (da Hirtz, 1979).

Le capacità condizionali dipendono da funzioni organiche e struttura corporea quali: peso, statura, sesso, età, massa muscolare, processi metabolici ecc. esse sono:

 

-La forza

-La rapidità

-La resistenza

 

Che si dividono ulteriormente in:

 

-Forza massima

-Forza veloce o rapida

-Forza resistente

 

La forza massima si definisce come la massima tensione che un soggetto è in grado di esprimere tramite la contrazione muscolare. Nel ciclismo questo tipo di forza si esprime nelle prime pedalate in uno scatto con partenza da fermo.

La forza veloce o rapida è la capacità del sistema neuro muscolare di superare delle resistenze con una elevata rapidità di contrazione. Nel ciclismo tale capacità si esprime con scatti o accelerazioni varie di breve durata, partendo da bassa velocità.

La forza resistente e resistenza alla forza sono le capacità dell’organismo di opporsi alla fatica durante prestazioni di forza prolungate nel tempo. Questa tipo di forza si presenta pedalando in salita con l’uso di rapporti lunghi a basse RPM.

 

Sviluppo della forza

 

Per sviluppare in modo evidente la forza massima e la forza in generale è fondamentale l’aspetto ormonale che è dipendente dallo sviluppo sessuale e quindi presente dall’età post-puberale.

La forza resistente non va esercitata con i bambini; essi mal sopportano mentalmente e fisicamente esercizi di forza protratti nel tempo. Quindi è fondamentale il vicolo del limite del rapporto per i giovanissimi.

I lavori di resistenza in forma organizzata vanno eseguiti a partire dai 14-15 anni con esercizi adeguati con impegno progressivo.

Andamento della forza nell’età giovanile nei 2 sessi. (Da Hettinger).

Sviluppo della rapidità

 

La rapidità è la capacità di eseguire azioni motorie in tempo breve, può essere riferita a movimenti come lanci e salti o a movimenti che si ripetono nel tempo come nel ciclismo, nuoto e corsa.

Nel ciclismo, la rapidità si esprime attraverso la capacità di un’alta frequenza di pedalata, e la capacità di accelerazione.

Nelle prime fasce di età è possibile sviluppare gradualmente una buona capacità di frequenza di pedalata, grazie alla presenza dei presupposti biologici. Da precisare che la rapidità essendo di origine nervosa scarsamente modificabile, non possiede una notevole allenabilità, è importante comunque stimolare al meglio le potenzialità genetiche di ognuno.

Imparare a pedalare ad alta frequenza è un obiettivo fondamentale con i giovani, ciò sarà possibile ottenere una buona coordinazione del gesto.

Un’alta frequenza di pedalate consente inoltre di evitare tensioni muscolari elevate.

 

La resistenza

 

La resistenza è la capacità dell’organismo di contrastare l’affaticamento durante l’esercizio fisico di una certa durata.

In molte specialità ciclistiche l’esercizio fisico è prolungato nel tempo, la resistenza è quindi una capacità fondamentale.

A seconda della durata dell’esercizio, è diverso l’impegno dell’organismo. Quanto maggiore è la durata dell’esercizio, tanto minore sarà l’intensità che si potrà effettuare lo stesso.

I diversi tipi di resistenza nei bambini sono più ridotti tanto quanto più essi sono piccoli, si possono indicare in seguenti riferimenti di tempo:

Con i giovanissimi non bisogna esagerare con l’intensità e con la quantità di allenamento di resistenza. 

L’età più adatta per sviluppare la resistenza di lunga durata è compresa tra i 12 e i 16 anni per le femmine e i 13 -17 anni per i maschi; durante questi anni viene ultimato lo sviluppo degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio.

La resistenza di media durata va sviluppata a partire dai 10-12 anni mentre la resistenza di breve durata e resistenza alla velocità possono essere stimolate dalla categoria esordienti.

 

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Sempre a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.

Sergio Barbon