LA POSIZIONE IN BICICLETTA

 

La posizione in bicicletta è una materia molto sentita e discussa da tecnici, biomeccanici e ciclisti.

Questo articolo, non approfondirà tutto l’argomento legato alla biomeccanica della bicicletta, ma darà delle informazioni utili per non incorrere in grossolani errori che potrebbero compromettere il rendimento e causare delle vere e proprie tecnopatie da errato posizionamento.

 

La ricerca cominciò agli inizi degli anni 60, dove alcuni concetti di fisica vennero applicati al ciclismo, al fine di definire il baricentro ipotetico di un ciclista, la posizione delle braccia sul manubrio e sull’applicazione delle forze durante l’azione sui pedali.

 

Nel 1976 Shennum e De Vries, modificando l’altezza sella su prove al cicloergometro, notarono delle variazioni di potenza. Confrontando i dati raccolti sui watt di spinta con i valori del consumo di ossigeno, cercarono una soluzione biomeccanica ideale per la posizione.

 

Nel 1979 il prof. Di Prampero effettuò dei test per quantificare il dispendio energetico durante la progressione in bicicletta; la prova finalizzata ad osservare i valori di trazione, consisteva nel trainare un ciclista collegato a un dinamometro.

I risultati rilevarono che la resistenza alla trazione aumenta linearmente col quadrato della velocità ed è dovuto primariamente dalla resistenza all’aria. Sul principio dell’aerodinamica furono costruite biciclette nella galleria del vento.

Tuttora la ricerca continua sia nei materiali sia nella posizione del ciclista per ridurre l’impatto aerodinamico.

 

Negli anni 80 vennero svolti degli accurati studi scientifici sul rapporto dell’interfaccia tra pedale e piede. Raccogliendo dati cinetici relativi a momenti e forze nella fase della pedalata, si ottennero informazioni sulla resa e sulla dispersione delle forze stesse.

 

Tirando le somme è possibile dire che una buona posizione in bicicletta, deve assicurare il giusto equilibrio dinamico fra le articolazioni, respirazione corretta, ottima aerodinamicità e distribuzione ideale dei pesi fra le due ruote.

 

La scelta del telaio

Apparentemente sembra facile scegliere la taglia della propria bicicletta.

Comunemente i telaisti e rivenditori specializzati operano nel seguente modo: rilevando le misure antropometriche statiche del cavallo, tronco, braccio, coscia, gamba e attraverso dei coefficienti o parametri scelgono le misure che corrispondono alla morfologia del ciclista in esame.

Ora, presso centri specializzati, esistono programmi informatici che ricevendo dati tecnico-antropometrici, elaborano le misure di posizione e le quote del telaio.

Un altro criterio di valutazione consiste nel posizionare il ciclista su un telaio di prova regolabile, dal quale si ricavano misure di altezza, lunghezza, e angolo piantone del telaio.

 

Le misure antropometriche saranno valutate nel seguente modo.

 

Statura

Statura totale senza calzature con il soggetto appoggiato alla parete.

 

Tronco

Ciclista seduto, dorso appoggiato a una superfice verticale, si misura il valore della seduta all’angolo della spalla. (Testa omerale)

Braccio

Nella posizione precedente allungando le braccia in avanti orizzontalmente e impugnando un oggetto cilindrico che simula il manubrio. Misura dell’appoggio dorsale al centro dell’impugnatura.

Cavallo

Inserendo un oggetto a geometria rettangolare tra gli arti inferiori, col ciclista in piedi appoggiato contro una parete, si misura la distanza tra bordo superiore spinto contro il soprasella ed il terreno.

 

Rilevate le misure si passa alla scelta del telaio, attenzione però che ogni produttore di telai ha degli standard di produzione diversi.

Perciò se si predilige una marca rispetto ad un’altra, si dovrà scegliere quella più vicina all’esigenza del ciclista.

 

Come già accennato, la materia è molto vasta e verrà approfondita in altri articoli di questo blog, non perderteli.

 

Se ti serve qualche informazione, non esitare a contattarmi.

 

Sergio Barbon