Partiamo da una semplice domanda, che non vuole essere una provocazione, ma un semplice spunto di riflessione.

E’ sempre producente premiare con una maglia di campione, che sia provinciale, regionale o italiano un giovane ciclista?

 

Usciamo un po’ dal settore di competenza di questo blog e diamo uno sguardo all’albo d’oro dal 1999 al 2008 relativo alle edizioni del campionato italiano juniores di ciclismo, ecco a te i vincitori:

 

Albo d’oro 1999-2008 – Campionato italiano Juniores

 

1999:

COLLI Daniele

2000:

SCATTOLIN Nicola

2001:

DA ROS Gregory

2002:

NIBALI Vincenzo

2003:

PERUFFO Enrico

2004:

CAPECCHI Eros

2005:

BARLA Luca

2006:

BALLONI Alfredo

2007:

PALINI Andrea

2008:

SINIGAGLIA Mattia

 

Attenzione, non voglio soffermarmi su nessuno dei nomi citati, di molti sappiamo ben poco e mai mi permetterei di esprimere dei pareri rivolti a ciascuno di loro.

Sono però sicuro che, se segui il ciclismo, hai colto il motivoi per cui ho riportato questo estratto di albo d’oro.

 

E’ evidente che ogni atleta, non solo quelli citati, ha una storia a sé e in molti casi purtroppo è la sfortuna che si materializza con gravi infortuni, a troncare la carriera di giovani promesse.

 

Ma in questo articolo, orientato soprattutto alle categorie di ciclisti più giovani, vogliamo farti riflettere su quando, l’esaltazione di un giovane atleta causata da un premio così importante, causa un danno e non un beneficio.

 

Nel ciclismo giovanile pensare che il raggiungimento di risultati importanti, diano la certezza per diventare un campione, è un grosso errore.

Prima di diventare un atleta evoluto, è necessario percorrere delle fasi di crescita che possono modificare totalmente il proprio livello prestativo.

Chiunque entri a far parte dell’educazione di questi giovani atleti, a partire dai genitori sino ad arrivare agli allenatori, ha l’obbligo di non illuderli con false aspettative e di evitare di trattarli come campioni già affermati.

Questo non significa che vincere un titolo nel ciclismo giovanile, non sia motivo di grande soddisfazione per tutte le persone che hanno contribuito al successo. Ma questo non deve far pensare di essere già giunti al traguardo, perché è ben lontano.

Questo tipo di vittorie nel ciclismo giovanile, devono far parte del percorso di crescita, per giungere passo dopo passo al livello più alto del ciclismo, il professionismo, ed è qui che bisogna raccogliere i frutti di quanto seminato.

 

Delicato è il compito di chi ha a che fare con giovani atleti promettenti, dai genitori che giusto per fare un esempio, devono evitare di avanzare richieste alla società sportiva a cui appartiene loro figlio, orientate a valorizzarlo ridimensionando il lavoro di squadra.

Agli allenatori, che tra le altre cose, non devono esaltare un solo atleta sminuendo di conseguenza gli altri.

E’ necessario renderci conto che questi giovani atleti vedono nella loro famiglia e negli allenatori dei punti di riferimento e molto probabilmente il loro futuro sportivo dipenderà da queste persone, ognuno di noi ha il compito di non gettare al vento una risorsa preziosa come il talento.

 

 

Sergio Barbon