DIVERTIMENTO

Gioia nello sport

Molti ragazzi abbandonano il ciclismo tra i 15 e 20 anni perché non hanno più la voglia di allenarsi.

Ciò significa che sono stati fatti degli errori negli anni precedenti. La necessità dei bambini e dei fanciulli nell’ambito di questo sport è quello di provare “gioia” quando si allenano o quando svolgono le loro attività. Lo sport in questo modo viene inteso semplicemente come divertimento.

Un altro fattore è che “la gioia” sia legata al successo. Ogni bambino deve avere delle esperienze di successo adeguate alle sue esigenze e non alle esigenze degli adulti (genitore o allenatore).

GIOCO

Il gioco applicato al ciclismo giovanile

Una delle priorità del bambino è quella di giocare. Il gioco è fondamentale perché accompagna la crescita e lo sviluppo ed è anche un mezzo per socializzare e relazionarsi con coetanei e adulti.

Il gioco ha la funzione di migliorare le capacità intellettive, affettive e motorie quindi allenare la mente ed il corpo.

Questi aspetti nel ciclismo giovanile sono presenti, la bicicletta è un mezzo per mettersi alla prova, per capire quali sono i propri limiti e motivare per poterli superare. I bambini si divertono molto durante le varie attività, dal test di equilibrio al controllo della velocità, alla frenata quando si presenta un ostacolo, sono capacità di base che aumentano l’autostima e la consapevolezza di saper affrontare e superare delle altre prove.

AMICIZIA

L’amicizia nel ciclismo giovanile

Nel periodo tra la fine dell’infanzia e l’inizio dell’età adulta l’amicizia è la componente più importante della vita emotiva nell’adolescente.

Nel contesto di una attività sportiva come il ciclismo giovanile, l’aspetto del divertimento e del gioco sono predominanti. In questo ambito si formano delle relazioni interpersonali tra bambini che, con il trascorrere del tempo possono sfociare in amicizia. Nel ciclismo giovanile ci sono molte opportunità per sviluppare un’amicizia tra coetanei e non, quando si trascorre del tempo insieme giocando e divertendosi.

FAMIGLIA

Il ruole della famiglia nel ciclismo giovanile

Verso i 6-7 anni il bambino può iniziare una disciplina sportiva. A questa età dipendente dalla famiglia che, ad esempio, lo può accompagnare nei luoghi dove si svolge l’attività, di frequente si creano in queste situazioni, momenti dove i parenti possono comunicare e relazionarsi fra loro. E’ determinante nella crescita del loro figlio sotto l’aspetto sportivo e non solo, il loro coinvogimento, la collaborazione con operatori, allenatori ed educatori.